giovedì 21 maggio 2009

Torino, il G8 si chiude con il corteo dell'Onda


Migliaia di studenti hanno partecipato al corteo conclusivo di Torino contro il G8 dei Rettori. Un lungo corteo ha sfilato per ore nelle strade della città, scandendo slogan contro la crisi economica e per l'università pubblica. Pochi minuti invece è durato l'impatto della testa del corteo con la polizia, enfatizzato su tutti i quotidiani e le TV nazionali. D'altronde che G8 sarebbe stato, senza manganelli e lacrimogeni. Lo spettacolo si è quindi compiuto ancora una volta: la parte dei potenti del mondo, questa volta l'hanno fatta i "baroni" globali. Potevano chiamare il loro (legittimo) raduno in qualsiasi modo, ma coscientemente l'hanno chiamato G8 proprio per attirare su di sé tutta l'attenzione possibile. Il tema trattato, d'altronde, puzzava un po' di naftalina: lo sviluppo sostenibile è ormai un ossimoro, è arcinoto - sopratutto dovrebbe esserlo per studiosi, ricercatori, intellettuali e docenti - che lo sviluppo, la produzione, la crescita, sono "insostenibili" per il pianeta. E la crisi economica globale in qualche modo sta lì a ricordarcelo. La parte dei contestatori l'hanno fatta gli studenti, i primi in Italia a insorgere contro la crisi economica ma ancora incapaci di ampliare il proprio discorso ad altre categorie sociali. Risucchiata nel vortice mediatico, l'Onda non è riuscita a far passare nemmeno uno dei contenuti della propria (legittima) rabbia. Di seguito il comunicato dell'Onda torinese.

Comunicato dell'Onda - "L'Onda Perfetta è l'onda migliore, quella da cavalcare che vale una vita per tutti i surfisti. Quella espressasi questa mattina a Torino è stata l'Onda migliore possibile. Abbiamo dimostrato, a mesi di distanza dalla mobilitazione dell'autunno, dopo che in molti già ci davano per morti, di esserci e di essere.Oggi siamo scesi in piazza per una nuova grande mareggiata, invadendo le strade di una Torino blindata per proteggere Baroni e feudatari dell’università in crisi. Siamo giunti da tutta Italia (qualcuno anche da oltre confine) per esprimere tutta la nostra contrarietà a questo insostenibile G8 dell’università. Abbiamo respinto l'arroganza del G8 dei rettori, asserragliati al castello del Valentino, tentando di stanarli, provandoci, credendoci, con la determinazione e la partecipazione di chi sa che in ballo c'è il proprio futuro.
Abbiamo contestato l’illegittimità del G8 University Summit ribadendo che i rettori e la CRUI, che promuoveva il vertice, sono i rappresentanti (il)legittimi di una università che sopravvive tra le macerie. Noi siamo invece l’espressione concreta di una rappresentanza impossibile che non delega a nessuno istanze, vertenze, progetti.
10.000 studenti da tutta Italia in una marcia veloce, gioiosa ma incazzata, determinata e convinta, che in fretta e furia ha raggiunto la sede del summit, senza dimenticarsi di colpire i simboli della crisi (banche e agenzie del lavoro), per tentare di sfondare il muro di un esercito frapposto tra i propri bi-sogni e le autorità di un'università che di sostenibile non ha assolutamente nulla.
Oggi abbiamo fatto presente, ancora una volta, che la crisi noi non la pagheremo e che anzi utilizzeremo ogni occasione per rovesciarvela contro. Sapendo che questo è solo un momento di passaggio, tra lo straordinario autunno che ci siamo lasciati alle spalle e quello a venire, denso di aspettative e nuovi spazi di azione dentro la crisi.
A fine corteo, un’assemblea pubblica, collettiva e condivisa cui hanno partecipato tutte le articolazioni locali dell’onda, ha deciso di assumersi nella totalità gli eventi e le pratiche messe in campo in questa giornata di conflittualità e riappropriazione di spazi e visibilità. L’assemblea ha inoltre espresso solidarietà ai due arrestati, richiedendone l’immediata liberazione. Non li lasceremo soli!"

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