giovedì 2 aprile 2015

Verdena al Teatro Auditorium o degli amplificatori al potere


I Verdena sono il sold out che ti aspetti. Biglietti esauriti da giorni, e ragazzi e ragazze in camicia di flanella che, come zombie, presidiavano le prevendite dei ticket. Il colpo d'occhio del Teatro Auditorium, poco prima del live, è bellissimo: pieno all'inverosimile. I Verdena arrivano sul palco arricchiti da Giuseppe Chiara. Si dividerà con Alberto le parti di chitarra e tastiera. Il fratello Luca alla batteria e Roberta Samarelli, come sempre al basso.
L'incipit del concerto è una botta di elettricità.

domenica 29 marzo 2015

Sold out emotivo per i Blonde Redhead al Tau


I Blonde Redhead abitano un mondo narcotizzato. Una città brumosa piena di rumori e di suoni sommessi. Il concerto di sabato scorso è stato un'esperienza esaltante, le poltrone del TAU non erano, per questa  volta, una costrizione. I tre hanno attaccato subito con i pezzi di Barragán: tocchi di sintetizzatore, chitarre che sembravano dei Calexico narcolettici, e quelle micro esplosioni di elettricità. Kazu Makino, basso e synth, gorgheggia placida; sono finiti i tempi delle urla e del rumorismo, i Blonde Redhead attuali sono una band elegante e inquietante.  Portatori di una tensione spesso quasi impercettibile. 

martedì 17 marzo 2015

Sold-out per l'Otello di Lo Cascio al Teatro Auditorium


È sold-out il sabato sera del Teatro Auditorium dell’Unical  per l’opera di Shakeaspeare rimpastata in endecasillabi di un siciliano arcaico e diretta da Luigi Lo Cascio. Quando si parla di Otello si pensa subito al Moro, “u’ niaru, u turcu, l’africanu” , nella riscrittura di Lo Cascio Otello è prima un uomo che un soldato,  “U’ Generale” dalla pelle chiara, magistralmente interpretato da un applauditissimo Vincenzo Pirrotta.  La scena si apre con un grande fazzoletto, elemento scatenante della tragedia shakespeariana, che proietta la  sua stessa storia, ancestrale e filamentosa, nata dai vermi dei bachi da seta.

martedì 3 marzo 2015

"Polvere" a teatro, il nuovo attesissimo lavoro di Saverio La Ruina

Não é uma analise, é só um apelo de quem viveu de perto a dor,
a gente sofre, a gente explica, mas não resolve só complica,
a mente desespera, e o coração não espera
 (Papo de Psicólogo- Pedro Mariano)

Polvere, il nuovo attesissimo lavoro di e con Saverio La Ruina, dopo il debutto presso il Teatro Elfo Puccini di Milano nel mese di gennaio, seguito da una breve tournée nei più importanti centri teatrali della penisola, ha fatto tappa la scorsa settimana al Teatro Morelli di Cosenza.  Polvere va a comporre una sorta di trilogia ideale con i precedenti, Dissonorata – testo che ha consegnato La Ruina agli onori della cronaca, facendogli meritare l’UBU, nel 2007, come Miglior Attore Italiano ed il Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010 - e La borto - ancora un UBU, nel 2010, come Miglior Testo Italiano e ancora un Premio Hystrio.

domenica 22 febbraio 2015

Il Sangue, intenso "concerto per il mostro" di Pippo Delbono e Petra Magoni





Il teatro è un rituale antico, il rebus irriducibile di una realtà sfuggente e scivolosa, sequenza di frammenti epifanici volti a scuotere i nervi ed il cuore di un manipolo di spettatori affranti. E la semantica povera dei titoli di Pippo Delbono è come un lunghissimo geroglifico destinato a essere decodificato da improbabili archeologi di un futuro non troppo anteriore. Urlo, Guerra, Il Silenzio, La Paura, La Rabbia, Barboni, Esodo, Il Muro.
Il Sangue: solita mise classica trasandata, camicia bianca e bretelle sottili, Delbono entra con passo calmo e deciso mentre ancora sta sfumando la luce di sala, si accomoda nella postazione centrale, una sedia e un microfono ad asta sistemati su di un piccolo tappeto persiano; alla sua sinistra Petra Magoni - caschetto nero, lapstick carminio e giacca in tartan dai pesanti alamari dorati - prende posto su una delle due sedie disponibili e afferra il microfono che non lascerà fino al termine della serata, è un’estensione del suo corpo nervoso e scattante, pur nella presunta immobilità della posizione seduta, senza che per questo il suo diaframma sembri minimamente risentirne; Ilaria Fantìn defilata a destra, è circondata dai suoi antichi strumenti a corde, liuto, opharion, oud, chitarra … elettrica, avvolti in un drappo rosso sangue, unica isolata infrazione cromatica.

giovedì 19 febbraio 2015

Omaggio a Pasolini. Al TAU la "Rabbia" di Pippo Delbono vent'anni dopo

Il tecnico in divisa cosparge di segatura la scena ne segna un cerchio con i piedi e una “X” al centro,  le luci in platea rimangono accese, la regia è posizionata su un lato del palcoscenico. Nell’immediato l’impatto è metateatrale  all’inizio di “Rabbia”, lo spettacolo ventennale di Pippo Delbono dedicato a Pierpaolo Pasolini, in scena al Teatro Auditorium dell'Unical lo scorso 16 febbraio. Il cinema poetico pasoliniano  e il teatro cinematografico di Delbono si contaminano per fondersi in una costruzione  sequenziale di poesia, musica e danza dai rimandi onirici come lo stesso regista spiega citando una frase del film di Pasolini  “Il fiore delle mille e una notte”: "La verità non sta in un sogno, ma in molti sogni".