martedì 9 luglio 2013

Unical, i magnifici cinque reloaded. Tutte confermate le candidature a rettore per il secondo turno


Il secondo turno elettorale per il nuovo rettore dell’Unical sarà una fotocopia del primo, stando almeno alla griglia di partenza. Tutte confermate, tranne ripensamenti dell’ultima ora, le cinque candidature iniziali. Il tentativo di dare senso ad una seconda votazione attraverso una sintesi dei programmi ed una riduzione del numero di candidati non ha sortito ad oggi alcun effetto palese e, contrariamente ad ogni previsione azzardata sui quotidiani locali, a una settimana dalla nuova consultazione prevista per il 16 luglio, nessuno ha fatto il fatidico passo indietro.
Non lo ha fatto Patrizia Piro, che con una dichiarazione pubblica su Mercurio, assicura di essere ancora della partita: dopo una settimana di corteggiamenti, trattative con gli altri candidati, confronti con i suoi sostenitori, e notti insonni, la prof di Costruzioni Idrauliche ha maturato il suo “Io ballo da sola”, troppe le differenze “non soltanto programmatiche ma di stile e di metodo”. I suoi 95 voti, appetibili per chiunque aspiri alla poltrona di rettore, potevano diventare l’ago della bilancia in questo secondo turno, determinando la vittoria di Gino Crisci o del nascente polo opposto in una sorta di ballottaggio anticipato: lei invece si è chiamata fuori, ribadendo la propria terzietà e ponendosi nuovamente come “alternativa per l’elettorato libero”.
Non si è ritirato Girolamo Giordano, che da Mosca smentisce categoricamente di avere deciso al momento alcunchè. Tutti lo danno fuori gioco, troppo poche 61 preferenze per sperare ancora di vincere. Ma “il regolamento non prevede alcun ritiro ufficiale”: il prof di Ingegneria Chimica è talmente preso dal suo convegno che le dinamiche di Arcavacata gli appaiono lontane anni luce. Rientrerà in Italia solo nel weekend, e “salvo comunicazioni pubbliche al corpo elettorale, attraverso la stampa o la newsletter d’ateneo” - chiarisce, il prof Giordano è da considerarsi candidato come tutti gli altri.
E’ ancora in gioco Domenico Cersosimo, 174,31 preferenze, che in questi giorni ha lavorato di pazienza e convinzione a un delicato accordo a tre teste con Patrizia Piro e Marcello Maggiolini, annunciando la propria “disponibilità a mille passi indietro” qualora si fosse raggiunta l’intesa. Un’impresa troppo complicata già nelle sue premesse, per l’evidente contraddizione fra la continuità rappresentata da Maggiolini e la discontinuità predicata da Piro e Cersosimo. L’alleanza, praticamente chiusa sui programmi, è saltata perché il nome di Maggiolini alla fine ha diviso anziché unire. Sereno per aver fatto la parte del “sarto”, nel tentativo di ricucire un pezzo di università, Cersosimo si affida adesso nuovamente alle urne.
Marcello Maggiolini il passo indietro non lo ha mai contemplato. Venerdì scorso, a trattativa ancora aperta con i due colleghi, aveva fatto piuttosto un passo avanti con un comunicato stampa che annunciava il suo “percorso ormai saldamente delineato verso il Rettorato”. Il prof di Patologia generale, 174,17 voti al primo turno, forte del sostegno – mai dichiarato pubblicamente – del rettore uscente, punta ad allargare i suoi consensi in vista del 16 luglio: ha chiesto – senza successo - al decano la convocazione di un'altra riunione e nell’attesa ha già fissato in settimana i nuovi appuntamenti della sua campagna elettorale.
Intanto Gino Crisci, favorito al primo turno con 333 preferenze, ha atteso paziente che l’annunciato fronte contro di lui si componesse e scomponesse nel giro di una settimana. Il 16 luglio il prof di Petrografia punta a confermare tutti i suoi elettori, con un occhio già puntato sul ballottaggio - ormai sempre più probabile - del 31 luglio: a quel punto gli basterà un solo voto in più per diventare rettore.
Insomma, si ricomincia da capo, tutti ai blocchi di partenza, con una sostanziale differenza: i candidati si sono già “pesati”. L’obiettivo della votazione di martedì prossimo è quindi quello di superare l’empasse creata dall’ex aequo del primo turno: toccherà all’elettorato scegliere “il secondo”, quello che fra Cersosimo e Maggiolini sfiderà Crisci al ballottaggio. Un ulteriore passaggio democratico dunque, prima della sfida finale.

Daniela Ielasi

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