venerdì 12 agosto 2016

Color Fest, l'attesa è finita. Due giorni di buona musica a Lamezia per unire "cultura e turismo"

Oggi è Color Fest, finalmente possiamo dirlo. Il countdown è iniziato già da un po’, la pagina Facebook ufficiale  pullula di post tra chi offre passaggi e chi conta i giorni, perché la musica è soprattutto aggregazione, condivisione. Grazie al Color, ormai realtà consolidata giunta alla quarta edizione, la distesa verde che accoglie i ruderi dell’abbazia benedettina di Sant’Eufemia per due giorni sarà animata da giovani provenienti da ogni dove e l’amore per la musica farà da collante.

Lo spot del Festival realizzato per Rockit è un richiamo al retro, sembra di guardare una pubblicità algida anni ’90: sulla lunga distesa della spiaggia lametina regna il tedio, un uomo legge il topolino, un altro pesca e una ragazza seccata si stende al sole.  A spezzar la noia è proprio un vecchio walkman, il nastro di una musicassetta dalle cui cuffie si sente il tormentone estivo di Calcutta, Oroscopo, ed è subito un’altra musica. Nulla di meglio per descrivere la nostra realtà, è da lì che nasce la voglia di far qualcosa per spezzare la monotonia delle caldi estati calabresi, d’altronde posti alla Woodstock in questa terra sicuro non ne mancano (la location è una delle novità del Color 4). 
Ed ecco che alcuni nostalgici, tra questi il direttore artistico e organizzativo Mirko Perri, irrompono nell’apatia mettendo su un festival. Audace organizzare un evento indipendente di tale portata, le difficoltà in Italia, specie in Calabria, non sono poche, più di tutte la burocrazia: “Molto spesso si ha a che fare con degli uffici che non conoscono neanche l’argomentazione in materia di pubblico spettacolo – ci racconta Mirko Perri, che troviamo indaffarato tra banche e ultime pratiche da sbrigare, ma non per questo si nega a chiacchierare al telefono con noi –   la Calabria non è abituata a questo tipo di eventi probabilmente, e quindi molto spesso, tra la burocrazia italiana che è lunga, pesante e interminabile, ti ritrovi sballottato da un ufficio all’altro e questa cosa ti manda nello sconforto più totale, soltanto quando vedi tanta gente al tuo festival allora ti rincuori”. Insieme al Color cresce anche lo staff, “circa cinquanta persone, da Mario Vitale a Pasquale De Sensi  a Giusy Cervadoro,  anche perché anno dopo anno il Festival  s’ingrandisce e necessita quindi di professionalità maggiore - continua Perri-  forse faccio qualcosa in più rispetto a loro solo perché essendo il presidente dell’associazione che lo cura (“Che cosa sono le nuvole”, ndr) devo firmare sempre e comunque io gli atti, per cui la mia presenza è sempre necessaria. Soltanto questo".
Apertura dei cancelli ore 17,30, mancano poche ore. Stasera tra gli artisti più attesi il giovane cantautore di Latina Edoardo D’Erme, o meglio Calcutta, e Lodo Guenzi, leader del gruppo bolognese Lo Stato Sociale, che si esibirà in un solo  voce, piano e chitarra, e ancora Wrongonyou e Pop X, il progetto musicale di Davide Panizza e Walter Bidone. Per domani, invece, il concerto più atteso del Festival, quello degli Afterhours che nell’unica tappa al sud Italia presenteranno il loro ultimo album (giugno 2016) “Folfiri o Folfox”. Nel disco ancora una volta è forte l’impronta del frontman della band Manuel Agnelli, sin dal titolo: il nome di due protocolli medici per la cura del tumore al colon che ha colpito il padre di Agnelli, recentemente scomparso, i riferimenti all’accaduto si dichiarano nel brano “L’odore della giacca di mio padre”.  
Un festival di respiro nazionale che domani, oltre agli Afterhours, vedrà sul palco del Color il gruppo indie-rock milanese L’officina della Camomilla. Non possono mancare gli artisti calabresi come la band cosentina Parkwave e la music selection di Fabio Nirta che chiuderà questa prima giornata.  «Ogni anno Color Fest si assume il compito di fare vetrina ad un pubblico più ampio di quelli che sono i migliori progetti musicali usciti negli ultimi anni in Calabria - continua il direttore - da Scarda a Carmine Torchia, da Yosonu a Captain Quentin al reading degli Autori appesi. I calabresi sono e saranno come sempre forti e presenti , c’è un coinvolgimento di quasi tutte le provincie».
Quasi tutto esaurito per l’evento musicale dell’estate calabrese: i B&B adiacenti all’area dell’evento sono tutti occupati, l’area camping ha raccolto più di 200 prenotazioni,  «ogni anno riusciamo a vendere circa 500 biglietti a persone che non vengono dalla Calabria - conclude Perri - è anche forse un motore per creare quel famoso turismo che tanto ci propagandano ma che poi difficilmente viene fuori nella nostra Regione e forse, con eventi di questo tipo, riusciamo un minimo a muovere qualche passo verso questo abbinamento interessante che può essere cultura e turismo».


Valeria Bonacci

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