mercoledì 21 maggio 2014

Rende città universitaria. All'Unical confronto a cinque fra i candidati a sindaco

Alla fine sono stati gli studenti dell’Unical ad organizzare l’unico confronto pubblico ‘dal vivo’ fra i candidati a sindaco di Rende. A pochi giorni dal primo turno delle amministrative del 25 maggio, gli aspiranti sindaci sono stati chiamati a dibattere nel Campus sul tema “Rende città universitaria?”. Elogio a loro dunque, anche se i colleghi non hanno risposto in termini di partecipazione: una cinquantina in tutto gli uditori; anche se l’iniziativa, moderata dal giornalista Antonlivio Perfetti, ha preso subito una piega ‘televisiva’; e anche se Pasquale Verre, uno dei candidati più forti, ha dato forfait (al suo posto sarà piazzata ironicamente una sagoma di cartone, ndr).

Le domande degli studenti hanno spaziato dalla questione trasporti, alla gestione dei rifiuti, alla salute, alla sicurezza. La ricchezza economica che gli studenti portano alla città di Rende – lamentano soprattutto i ragazzi – non è corrisposta dal Comune in termini di servizi. I trasporti sono carenti, non c’è una vera integrazione degli studenti, e degli Erasmus in particolare, nel tessuto urbano; le vie d’accesso al Campus sono trascurate in termini di illuminazione e di manto stradale; l’ateneo che ha respirato per anni i fumi della Legnochimica, e che ha visto un incremento dei danni alla salute dei suoi dipendenti, non possiede ad oggi notizie certe sulla bonifica del sito.
Su alcuni di questi punti i ragazzi hanno anche proposto delle soluzioni, semplici ed attuabili, chiedendo ad esempio sulla mobilità corsie preferenziali per gli autobus e piste ciclabili, o l’illuminazione del passaggio pedonale che dal Polifunzionale porta a Quattromiglia, frequentato ogni giorno – e ogni sera – da studenti e studentesse. Piccoli problemi facilmente risolvibili, che in questi anni sono stati irresponsabilmente trascurati dalle amministrazioni rendesi, a discapito anche della sicurezza della popolazione studentesca.
I cinque candidati ascoltano, prendono appunti e rispondono puntualmente alle sollecitazioni. Si dimostrano tutti sensibili e le risposte si somigliano tutte: tutti ambientalisti, tutti per il miglioramento del trasporto pubblico, tutti per la gestione differenziata dei rifiuti. Basta leggere i programmi per rendersene conto. Con qualche sfumatura però.
Per Massimiliano De Rose, consigliere comunale uscente, le competenze in materia di trasporti sono in massima parte regionali: “si può dialogare con gli enti, istituendo ad esempio un tavolo permanente e superando il dannoso campanilismo che ha caratterizzato la gestione del territorio, ma è falso fare promesse in campagna elettorale che non si possono mantenere” risponde l’avvocato.
“Sono gli stessi problemi di vent’anni fa”, esordisce infelicemente Andrea Cuzzocrea, ex rappresentante degli studenti in CdA, e consigliere uscente - evidentemente non ha fatto molto se nulla è cambiato, gli fa notare uno studente in sala. Da imprenditore Cuzzocrea spinge per un rapporto maggiormente sinergico fra università e mondo delle imprese, magari attraverso stages e tirocini per gli universitari.
A Marcello Manna tocca difendersi preliminarmente dagli studenti più politicizzati, che lo accusano di portare la destra in Comune. “Il mio è un impegno civile, non appartengo a partiti né di destra né di sinistra, mi ritengo semmai più vicino ai movimenti”. Il suo ragionamento è libero da ideologie e mira a soluzioni concrete: sulla questione rifiuti non esclude a priori che l’area urbana possa gestire autonomamente l’intero ciclo di lavorazione, salvaguardando ambiente e salute, e producendo ricchezza sul territorio.
L’area urbana piace a tutti i candidati. Anche a Luca Pizzini, che invoca l’azienda unica per la gestione dei rifiuti. All’Unical Pizzini ci lavora ed è consigliere uscente della maggioranza, è l’unico a difendere timidamente la gestione principiana del Comune. A lui si potrebbe chiedere dov’è stato finora, ma la platea è clemente.
Le bordate alla fine se le prenderà il candidato del Movimento 5Stelle, Domenico Miceli. Il programma dei 5S richiama quello nazionale: tutti a casa, rifiuti zero, contro la metro leggera. Ma Miceli fa inalberare i suoi competitors quando risponde all’ultima domanda dal pubblico. “Uno di voi andrà al ballottaggio: chi non ci andrà con chi si schiererà?”. Domanda secca, spinosa, rivelatrice. De Rose, Pizzini e Cuzzocrea si tengono le mani libere. Manna sosterrà il cambiamento fino alla fine, anche se non dovesse essere lui a guidarlo. E Miceli non riesce a finire di parlare, perché i sostenitori di Rose gli danno addosso quando lui ripete che dietro il candidato c’è Mimmo Talarico. “Dietro Manna c’è Gentile, dietro Pizzini c’è Greco, dietro Verre c’è Principe” si percepisce appena sotto gli improperi. Un’esplosione di sana competizione elettorale, dopo un confronto piatto e a tratti noioso.
La questione delle questioni resta sullo sfondo, appena citata da qualche candidato. Il dissesto finanziario del Comune di Rende non permette a nessuno di fare grandi progetti: chi ha amministrato finora ne è responsabile in diversa misura e un cambiamento radicale nella gestione della cosa pubblica non è più rinviabile.

Daniela Ielasi

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