giovedì 2 giugno 2016

Tuffo nel magma creativo di Mazzotta. "Prove aperte", il teatro che fa ancora ridere e pensare

Lo spettacolo proposto da Libero Teatro è andato in scena al Teatro Auditorium Unical per quattro sere consecutive, l’ultima replica è stata mercoledì primo giugno. Strappa risate e applausi in continuazione, una macchina spettacolare costruita con grande expertise. Prove aperte è una bomba ad orologeria carica di divertimento, freschezza e intelligenza. Ad innescare l’ordigno scenico è la costruzione di una pièce, un gioco meta-teatrale di forte e sicuro impatto.
Lo strampalato e visionario regista Carminuzzu, e i suoi due attori Mimì e Cocò devono, in poco tempo, con pochi soldi, e senza mezzi tecnologici, mettere in piedi uno spettacolo, ma non uno spettacolo qualsiasi, bensì lo spettacolo che inaugurerà la Flash-art, sogno megalomanico di Carminuzzu. Un salto nel quadrato magico e il magma ribollente della creazione permetterà agli attori di improvvisare ad altissimi livelli di astrazione, addirittura riusciranno a mettere in scena un colore: un rosso maligno tendente al nero!?
 Max Mazzotta nei panni di Carminuzzu è straordinario, le mimiche facciali e la presenza scenica sono quelli sicuri di chi calca le scene con professionalità. Ad accompagnarlo con bravura ed estro Paolo Mauro e Graziella Spadafora. I due ridanno vita ai personaggi di Mimì e Cocò interpretati all’origine da Lindo Nudo e Merusca Staropoli, protagonisti insieme a Mazzotta all’epoca del debutto, diciotto anni fa.
Il testo spettacolare viene diviso in frammenti temporali: uno schermo retro-proiettato ci informa dei giorni che mancano alla prima, ed è così che fra i vari momenti di crisi, incomunicabilità e chiarezza, alla fine si arriva all’armonia della prova generale, anche se, purtroppo la Flash-Art non vedrà mai la luce perché troppo Flash. Il direttore del teatro, burocrate con la pancetta che desidererebbe un prostituito teatro-azienda, decide che quindici minuti di spettacolo sono troppo pochi e non farà andare in scena i nostri tre, di cui si perderanno definitivamente le tracce.
La particolare disposizione degli spettatori (sul palco) e il loro numero conseguentemente limitato, centocinquanta circa, hanno contribuito all’instaurarsi di un’atmosfera quasi intima. Una relazione spettatore-attore molto forte, con toni familiari e informali (qualcuno ha persino manifestato il desiderio di alzarsi per andare ad abbracciare Mazzotta!? Poi ha desistito).
Per più di un’ora Prove Aperte regala risate a non finire. Il pubblico variegato composto da adulti e bambini che si divertono in maniera differente per lo stesso motivo: uno spettacolo teatrale costruito con sapienza e raffinatezza.

Gianbattista Picerno
(foto Antonella Carchidi)

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