Non sarà bulgaro il settimo rettore dell'Unical: se era vero sin dall’inizio di questa lunga fase
elettorale, è ancor più vero oggi, a una settimana dal ballottaggio del 31
luglio. La distanza siderale fra i due candidati usciti vincenti dal secondo
turno, Gino Mirocle Crisci (413 voti) e Marcello Maggiolini (213 voti), negli ultimi giorni si è progressivamente ridotta. A quanti non si spiegavano il senso dei quindici
giorni fra un turno e l’altro, e lamentavano un terzo turno a ridosso delle
vacanze estive, la risposta adesso è chiara: ci vuole tempo per cambiare idea.
E il tempo in questo caso gioca a
vantaggio del meno favorito, Marcello Maggiolini, che ieri su Mercurio ha
incassato l’appoggio personale di Domenico Cersosimo - appoggio “in assoluta
autonomia”, ha rimarcato l’economista - e quello di una parte dei sostenitori
di Patrizia Piro - la prof ha preferito invece non dichiarare il proprio voto,
“per evitare di influenzare le scelte individuali”. La convergenza su
Maggiolini non è certo uno scoop, le premesse c’erano già tutte. Ma l’invito
del prof di Patologia generale a “votare per una svolta”, apparso sabato mattina
sulla stessa newsletter, ha senz’altro facilitato l’operazione: con frasi del
tipo “bisogna costruire un
grande progetto di radicale cambiamento nella gestione complessiva del nostro
Ateneo”, il prof ha teso una mano proprio ai candidati esclusi al
secondo turno.





