mercoledì 17 settembre 2008

Dall'azzeramento al potenziamento

Quest’anno i nuovi immatricolati riceveranno un trattamento diverso da quello dei colleghi degli anni precedenti. È prevista una grande novità, infatti, se fino allo scorso A.A. nel mese di settembre i ragazzi dovevano seguire dei corsi di azzeramento, per dare a tutti un ‘punto di partenza’ comune, stavolta inizieranno i cosiddetti ‘corsi di potenziamento’.
L’iniziativa proposta dal prof Cersosimo per cercare di alzare il rendimento e facilitare la vita didattica/universitaria delle future matricole parte dalla consapevolezza (basata su dati certi) del fatto che sono moltissimi gli abbandoni e le persone che finiscono fuori corso. I corsi di potenziamento sono rivolti agli studenti, ma risultano essere un’occasione per i vari dottorandi, ricercatori e professori che, previo concorso per titoli, in base alle loro competenze, possono aggiudicarsi il ruolo di tutor o animatore.
Per incentivare la frequenza la regione ha anche pensato di stabilire un ‘compenso’ agli studenti che seguiranno un certo tot dei corsi. Insomma un’Università che si trasforma per venire incontro ai nuovi studenti e non rivelarsi un’amara sorpresa’ o una ‘madre ostile’.
I corsi in programma sono previsti in tutte le facoltà, dall’ambito scientifico a quello umanistico e riguarderanno le principali materie oggetto di studio dei diversi corsi di laurea: ad ingegneria, tra gli altri, ci saranno corsi di calcolo, a lettere fanno da padrone il latino, il greco e l’italiano scritto. Scienze politiche propone dei corsi di diritto, economia punta su concetti di micro e macro economia. Farmacia e scienze propongono corsi di chimica di base.
Non solo quindi un livellamento delle conoscenze, come accadeva negli anni precedenti, ma proprio l’acquisizione di nuove competenze per recuperare eventuali lacune o dare le basi in materie completamente diverse da quelle già parzialmente affrontate alle superiori. Le matricole sono entusiaste, un po’ meno coloro che sono già iscritti all’università, vedono slittare l’inizio delle lezioni e si domandano quali saranno le conseguenze di questo prolungamento delle vacanze.
Bruna Larosa

venerdì 29 agosto 2008

Come sfatare i luoghi comuni: Nessun Luogo è Lontano

E' con lo stesso animo con cui abbiamo letto il famosissimo ed appassionante viaggio del Gabbiano Jonathan Livingston che si deve leggere 'Nessun Luogo è Lontano'. Anche questo libro, scritto anch'esso da Richard Bach, presenta un racconto che è un viaggio ed un percorso: mentre ci si allontana 'fisicamente' da casa ci si avvicina al sè più intimo e vero. Un viaggio che possiamo definire circolare: si parte per arrivare, ma ci si rende conto che per essere accanto a chi si ama non bisogna certo partire, anzi, si è sempre presenti! In questo contesto parlare di distanze non ha senso quando c'è un sentimento vero come l'amicizia a farsi largo nel nostro cuore.
La struttura stessa della narrazione (poche parole perse in una marea di disegni e di acquarelli fantastici) fa ricordare i libri per l'infanzia e forse proprio questa apparente genuinità ci fa avvicinare al racconto senza difese e magari addirittura scettici e superficiali... La semplicità è, invece, il punto forte del libro: una linearità disarmante e affascinante, che non si trova diffusamente nella narrativa 'per adulti'... Le illustrazioni, poi, ci hanno abbandonato alla quinta elementare... e forse proprio per questo sortiscono il loro effetto!!
Protagonisti sono anche in questo caso gli animali, per lo più volatili ed effettivamente il volo ha esercitato e continua ad esercitare un grande fascino nella fantasia dell'uomo. Questo viaggio si snoda con accompagnatori sempre diversi: silenziosi perchè capaci di ascoltare e dalle parole calde ed efficaci. 'Nessun luogo è lontano' si legge d'un fiato nonostante sia un libro dolce dal ritmo pacato, la curiosità di 'vedere cosa si scoprirà alla fine' è tanta.
Da consigliare e magari regalare ad un amico lontano perchè capisca che si può sempre contare su di noi.
Bruna Larosa

martedì 5 agosto 2008

Presentato all'Unical il programma di Fuscaldo Sound


È stato presentato oggi nella Sala Stampa dell’Aula Magna la sesta edizione del Fuscaldo Sound. Erano presenti il sindaco di Fuscaldo, Davide Gravina, Andrea De Bonis come organizzatore dell’evento e Daniela Ielasi che ha presentato l’iniziativa.
La presentazione è stata breve, ma molto intensa ed in breve si è trasformata in un invito e monito a valorizzare la Calabria partendo da ciò che ha: centri storici, anche molto vasti, e bellezze naturali spesso dimenticate, poco valorizzate e tante volte devastate dall’azione dell’uomo.
Il Fuscaldo Sound si inserisce in un contesto particolarmente positivo e propositivo che fa del Comune di Fuscaldo una delle poche realtà in Calabria che sta cercando di impegnarsi e valorizzare il proprio territorio attraverso delle iniziative nuove pur prendendo esempio da altri posti del Meridione che aguzzando l’ingegno hanno dato nuova vita al proprio territorio.
La manifestazione, portata avanti anche dall’Associazione Culturale Entropia, si compone di tre serate, tutte e tre si svolgeranno nello Stadio Comunale Zicarelli di Fuscaldo, la prima, il 6 agosto, sarà dedicata al reggae con la musica degli Hot Fire System, ad ingresso libero. Il 7 agosto sarà la volta dei Modena City Ramblers, molto conosciuti per la musica impegnata che propongono ai giovani e non solo (l’ingresso è di 10 €). L’emozione dell’organizzatore è tangibile quando parla degli ospiti dell’ultima serata, l’8 agosto, serata in cui si esibirà Elio e le Storie Tese, con un biglietto d’ingresso di soli 15 €. Si parla di un salto di qualità in un certo senso rispetto al passato, per un artista ed un gruppo che unisce più generazioni: “Speriamo di portare sotto al palco intere famiglie” commenta De Bonis.
Anche il sindaco sottolinea l’importanza della musica, come momento di integrazione ed aggregazione, e dal dialogo che si avvia vengono evidenziate anche delle politiche di apertura che stanno prendendo il via nel comune di Fuscaldo per la valorizzazione del territorio grazie alle quali si crea terreno fertile per queste ed altre iniziative. Spera comunque di affiancare questa manifestazione ad altre iniziative culturali, e conclude, probabilmente contagiato dalla freschezza delle iniziative, dicendo “viva la musica!”.
18.08.08 - Bruna Larosa

venerdì 25 luglio 2008

Università in agitazione contro il nuovo decreto legge

Riceviamo e pubblichiamo.

L’assemblea dei docenti, dei ricercatori, degli studenti, dei tecnici e amministrativi dell’Università della Calabria, tenutasi il 24 luglio nell’Aula Magna per discutere del decreto legge 112 del 24 giugno 2008, al termine di un approfondito dibattito esprime la propria preoccupazione che le misure contenute nel decreto legge producano un sostanziale indebolimento/smantellamento dell’istruzione pubblica, attraverso un attacco congiunto alla scuola e all’università, a vantaggio di un’idea di formazione piegata alle sole logiche dell’economia di mercato.
Se questo progetto dovesse realizzarsi, sarebbe violato il diritto fondamentale all’istruzione sancito dalla Costituzione Repubblicana. L’eventuale messa in crisi del ruolo pubblico nell’istruzione, nell’università e nella ricerca è destinata ad avere effetti devastanti soprattutto sulla realtà meridionale e sul futuro delle giovani generazioni.
L’Università della Calabria vedrebbe così compromessa la propria ‘missione’: trasferire nell’ambito del territorio la dimensione universale del sapere; questa funzione, oggi drammaticamente messa in crisi, assume speciale valore in una regione strutturalmente debole e periferica rispetto ai grandi circuiti economici, scientifici e culturali del mondo contemporaneo.

In particolare, l’Assemblea:
esprime forte preoccupazione per le gravi conseguenze che il provvedimento del Governo è destinato a provocare sul sistema universitario italiano e, in misura accentuata, per gli Atenei che operano nelle realtà territoriali strutturalmente più
deboli, come la Calabria;
valuta negativamente, in particolare, la limitazione del “turn over”, previsto nella misura del solo 10% nel 2009 e del 20% negli anni seguenti, che determinerà inevitabili ripercussioni e un gravissimo impoverimento della didattica, della ricerca e dei servizi amministrativi delle Università, impedendo di fatto, l’assunzione di giovani meritevoli e accentuando il fenomeno della “fuga dei cervelli”; la riduzione del fondo di finanziamento ordinario degli Atenei del 7% nei prossimi anni aggraverà ulteriormente gli effetti del blocco del turn over;
rileva come entrambe le misure, sia quella di riduzione del Fondo di Finanziamento Ordinario sia quella di blocco del turn over, tra loro combinate colpiscano in modo indiscriminato tutti gli Atenei italiani;
constata, in particolare, che l’Università della Calabria viene danneggiata in modo molto più grave di tanti altri Atenei perché verrà assoggettata allo stesso taglio delle risorse, il 7% del FFO, a fronte di un risparmio forzoso di risorse derivante dal blocco del turn over molto limitato a causa della minore età media del nostro corpo docente;
pone in evidenza come all’UniCal venga, di fatto, impedito di reimpiegare in nuove assunzioni le risorse derivanti dalle cessazioni dal servizio pur essendo uno dei pochi Atenei italiani con un forte sottodimensionamento del corpo docente, il che, insieme all’inaccettabilità del provvedimento che di fatto ridimensiona l’intero sistema universitario italiano, aggiunge l’iniquità di colpire le realtà più deboli dello stesso sistema in maniera più penalizzante che non quelle più forti, senza tenere in alcuna considerazione la collocazione geografica e conseguentemente economico/ sociale delle stesse;
esprime forte contrarietà all’ipotesi di trasformazione delle Università in fondazioni di diritto privato, prevista come opzione dal suddetto decreto legge;
ritiene in ogni caso complessivamente inadeguata l’attenzione che il nostro Paese riserva alle attività della Ricerca, le quali risultano sottovalutate e sottofinanziate sia complessivamente che in rapporto a qualunque parametro di valutazione (dati OCSE);
chiede al Governo di stralciare dal decreto legge 112 i provvedimenti riguardanti le Università, che meritano un diverso approccio ed approfondimento;
rivolge allo stesso esecutivo l’appello affinché metta in campo una strategia che, lungi dal mettere in pratica un indiscriminato taglio dei finanziamenti, favorisca nel più breve tempo possibile la creazione di un tavolo di confronto in grado di assicurare il superamento della difficile situazione in cui versa il sistema universitario italiano e il suo rilancio complessivo;
auspica, infine, che il Governo, si renda promotore, attraverso il Parlamento, di un’indagine conoscitiva che consenta di mettere a fuoco lo stato complessivo dell’università italiana e di avviare un processo di riforma e di adeguamento della stessa in rapporto alle pressanti esigenze di modernizzazione e di adeguamento organizzativo di cui il sistema mostra di avere urgente bisogno.

L’Assemblea dichiara lo stato di agitazione e si impegna a sostenere ed a promuovere iniziative di lotta e di protesta, a livello locale e nazionale, utili a conseguire gli obiettivi sopra indicati.

Rende, 24 luglio 2008

sabato 19 luglio 2008

Aspettando le vacanze

L’Università a luglio è piena di frenesia, le giornate sono intervallate dal rumore dei trolley che percorrono il rovente ponte carrabile. Ogni giorno la popolazione studentesca diminuisce. Ci sono gli esami e ci si stressa, la notte non si dorme, il caldo asfissiante, le zanzare che, probabilmente a causa di una mutazione genetica, sono diventate più grandi delle persone, cercano spazio vicine vicine a chi cerca disperatamente di riposare.
Le ultime feste, spesso organizzate tra le Maisonettes e i Martensson dagli studenti che si improvvisano dj sono sempre meno partecipate. Gli ultimi fronzoli di una vita comune con gli amici di sempre che ti hanno accompagnato per tutto l’anno. Tantissimi poi i ragazzi armati di ‘pinne, biglietto e occhiali’ che approfittano della compagnia e scendono a Paola per fare un tuffo e passare una giornata diversa tra amici.
La vita universitaria, infondo, si caratterizza per i viaggi che portano le persone verso mete anche lontane. Intere comitive partono direttamente dall’Unical alla volta di posti che in altre circostanze non avrebbero l’opportunità di scoprire. Succede, poi, che arriva una circolare per ogni appartamento universitario con l’obbligo di sgombrare la stanza, svuotare i frigoriferi e non lasciare oggetti personali nei locali e allora tutti si rendono conto che è ‘davvero’ arrivata l’estate.
Molti degli studenti pensano già al mare, alle vacanze e settembre con i nuovi appelli sembra così lontano che nessuno se ne cura. C’è anche chi prova una sensazione diversa da tutti gli altri: coloro che si laureano. Per loro sono gli ultimi giorni di una vita tra i cubi. Le sedute di laurea, collocate nella seconda metà del mese di luglio, fanno si che i futuri dottori possano vivere un vero giorno di fuoco!
Intanto i trolley continuano a passare, gli autobus e i treni partono sempre più pieni e poi sempre più vuoti, fino all’ultimo giorno, il 31 in cui l’Università della Calabria chiude per le ferie estive.
Bruna Larosa

martedì 15 luglio 2008

"Il mio tirocinio con FaC" di Carmine Mura

L’esperienza di tirocinio che ho svolto nella redazione di “Fatti al Cubo” è stata istruttiva e divertente.
Già, perché lavorare a stretto contatto con persone che amano quello che fanno, trasforma una semplice tappa del percorso che conduce alla laurea in un periodo positivo e meritevole di essere ricordato.
Le riunioni di redazione, prima e dopo l’uscita del giornale, i consigli e le critiche, sempre costruttive, dei colleghi e della direttrice, l’atmosfera generale che si respirava al Dam mi hanno dato il senso del collaborare alla realizzazione di un giornale, e soprattutto cosa vuol dire lavorare con passione, passione che vedevo quotidianamente in tutto il “team di Fatti al Cubo”.
Venire a contatto con i contrattempi degli studenti e ascoltare le opinioni sulla vita universitaria dei colleghi di redazione mi ha permesso di affrontare diversamente, e in modo a mio giudizio migliore, la carriera universitaria.
Quando ho svolto l’inchiesta sulle Web – radio degli atenei italiani ho contattato molti studenti sparsi in tutti Italia ho abbandonato cosi una sorta di autoreferenzialità Unical e ho potuto conoscere almeno in parte il variegato mondo delle università del bel paese.
Fatti al Cubo è un settimanale universitario e di università ovviamente si occupa, ho avuto quindi la possibilità di vivere la vita culturale e intellettuale dell’ateneo di Arcavacata da un punto di vista diverso, con uno occhio più attento che magari prima osservava rassegne ed eventi targati Unical in maniera distratta.
Parallelamente ho analizzato problemi e inconvenienti che lo studente di Arcavacata si trova davanti come ad esempio la questione tesi della laurea triennale confrontandole analizzandola poi su scala nazionale (devo questa indagine a Daniela Ielasi che non mancava mai di pungolare il mio spirito critico consigliando letture e articoli di giornale).
Una esperienza che consiglierei caldamente a chi, come me, dovrà svolgere un’attività di tirocinio, per il semplice fatto che sono stato accolto con cordialità e reso subito partecipe alle attività del giornale, un ruolo attivo dunque e non una presenza passiva rivolta solo a chiudere la pratica tirocinio al fine di laurearsi.

Carmine Mura