sabato 26 febbraio 2011

Assemblea d'ateneo su riforma e nuovo Statuto

Dal portale Unical

Un’assemblea d’Ateneo. E’ l’importante iniziativa che, su mandato del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, si svolgerà lunedì prossimo, 28 febbraio, in Aula Magna, dalle 09,30 alle 14,30, per discutere in maniera ampia, e allargata a tutte le componenti dell’Università, dei diversi e delicati aspetti organizzativi e di governance introdotti dalla Legge n. 240/2010 (Riforma Gelmini).

Tra le tante questioni da affrontare, come noto, c’è anche quella relativa alla modifica dello Statuto, prevista dall’art. 2, comma 5 della Legge, in rapporto alla quale, sempre nel rispetto della nuova normativa, l’Ateneo ha provveduto a costituire un’apposita Commissione composta da quindici membri tra cui il Rettore, che la presiede, due rappresentanti degli studenti, sei membri designati dal Senato e sei designati dal Consiglio d’Amministrazione dell’Università.

Appare opportuna, a questo punto, una fase di ascolto su questo particolare momento della vita dell’Ateneo, obiettivo che l’iniziativa di lunedì prossimo si prefigge di favorire attraverso una democratica e proficua discussione.

Al fine di assicurare la più ampia partecipazione, per la durata dell’assemblea le lezioni saranno sospese.

mercoledì 5 gennaio 2011

Lunga vita al Metallo italiano


Torna come ogni anno il consueto appuntamento con il Calabrian Metal Inferno,il festival dedicato alla musica metal e hardcore che quest’anno ha raggiunto il traguardo delle 5 candeline!Nasce nel 2006 da un’idea di Gianluca Molè (Glacial Fear), Giuseppe “Tato” Tatangelo (Zora), e Marco Veraldi (Land of hate/A buried existance) con l’intento di creare un appuntamento fisso per tutti gli amanti delle sonorità estreme.
Il concerto si è svolto il 28 dicembre presso il disco club “People” di Catanzaro;un locale molto ampio con tanti stand dedicati alla musica.
Alle ore 21:00 il Dj comincia ad intrattenere i presenti con il miglior dj-set metal che si potesse desiderare. I primi a salire sul palco e a scaldare il pubblico, intorno alle 23:00 ,sono stati i Buffalo Grillz,band death-metal/grindcore di Roma. A seguire,sulla scia dell’hardcore gli Straight Opposition da Pescara; I Cast thy eyes da Lecce;I Rushdown gruppo punk/hardcore di Catanzaro, e ancora I Forgotten Hope,gruppo Gothic-death metal di Cosenza. E’ stata un indimenticabile serata all’insegna del metal ai massimi volumi,caratterizzata da esibizioni di qualità e nuove interessanti conoscenze. Tutti i gruppi hanno saputo dare molto al pubblico,il quale ha risposto con entusiamo. Meritano inoltre un notevole riconoscimento gli organizzatori,i quali ogni anno con tanta passione portano avanti questo fantastico evento autofinanziandosi e cercando di dare spazio a tutti i gruppi della scena metal calabrese e non solo. Consiglio a tutti coloro che amano la musica metal nelle sue innumerevoli sfaccettature di non mancare assolutamente a questo evento il prossimo anno.

Roberta Serrao

venerdì 17 dicembre 2010

Recensione di Sotto Racket, tutti gli incubi del testimone


La mafia non è mai un argomento ‘semplice’ e, infatti quello che Saverio Paletta propone è un lavoro scrupoloso e attento fin nei minimi dettagli. Fulcro del libro la vicenda di Alfio Cariati, Testimone di Giustizia, un ‘semplice’ cittadino che, venuto a contatto con delle realtà di dubbia legalità, decide di parlare.


Gli atti mafiosi non godono del beneficio della legge, ma in talune realtà hanno il consenso tacito di chi passivamente vi assiste e vi convive, quindi non denuncia. Centrale per la vicenda di Alfio la normativa nella quale sono presenti le definizioni di pentito, collaboratore di giustizia e il testimone. Come collaboratore di giustizia si definisce una persona che ha commesso dei crimini e che ad un certo punto, decide di collaborare con la giustizia. Il testimone è, invece, un libero cittadino che assiste ad un fatto di rilievo e decide di riportare quanto ha visto in una sede legale.


Testimoniare dovrebbe essere la normalità, soprattutto quando si è vittime di atti intimidatori e persecutori, tuttavia tale pratica, schivata da molti e giudicata negativamente da altri, viene considerata un’eccezione. La testimonianza del sig. Cariati è di quelle importanti e pesanti, grazie alle su e parole il processo Omnia prende la giusta piega contro gli imputati, nonostante ciò egli, piuttosto che testimone viene classificato come collaboratore d giustizia acquisendo il diritto alla ‘protezione’. Eppure il sig. Alfio non ci sta, non vuole essere considerato ‘pentito’, ma semplicemente ciò che è: un cittadino che ha testimoniato contro l’operato della mafia. Inizia una nuova battaglia che dura ancora oggi: farsi riconoscere testimone e al tempo stesso poiché tale aver diritto alla protezione da parte dello Stato.


Il ritmo incalzante e obiettivo con cui viene affrontata la vicenda esplica con chiarezza e dovizia di sfumature il paradosso in cui il testimone Alfio si è trovato; la descrizione della vicenda è arricchita dalla smaliziata penna del sapiente giornalista che ha fatto del suo lavoro la ricerca di una verità ancora in divenire.



Recensione di Bruna Larosa

mercoledì 15 dicembre 2010

Roma 14 dicembre. "La solitudine dei bravi ragazzi" di Loris Campetti



dal quotidiano Il Manifesto del 15.12.2010

Brucia piazza del Popolo, bruciano le strade di Roma, brucia la rabbia di decine di migliaia di studenti quando alle 13,41 viene annunciato il voto di fiducia a Berlusconi. Hai voglia di dire che tanto quello lì ha perso politicamente: i simboli sono importanti. E quella maledetta legge Gelmini fermata dalla rivolta delle scuole e delle università ora torna in campo. I tre voti che salvano il governo cancellano definitivamente la fiducia della piazza nella politica, cancellano il futuro di una generazione. E ne condannano un'altra alla precarietà. La stessa rabbia degli operai metalmeccanici arrivati da Padova o da Pomigliano che vedono il modello sociale di Marchionne puntare contro di loro come come i blindati della Polizia e della Finanza. Vedono tornare il panzer Sacconi lanciato a bomba contro lo Statuto dei lavoratori.

Quel voto del Palazzo, quel mercato sub-politico che umilia il Parlamento cambia l'umore della piazza, la protesta esplode e poche voci si alzano contro chi magari è arrivato organizzato in piazza, non invitato, per far casino. Nessuno prova pietà per qualche suv sfasciato sul Lungotevere, per una Jaguar che brucia, per i bancomat presi a colpi di sampietrini: sono simboli di un potere odiato oggi più di ieri, rappresentano anch'essi un modello diseguale, ingiusto, basato sul furto ai poveri, tanti, per dare ai ricchi, pochi. Goliardia? Non solo, e non soprattutto. Il blindato e qualche altro mezzo che bruciano tra piazza del Popolo, via del Corso e via del Babbuino non trovano solidarietà tra i giovani e giovanissimi che si affollano dietro chi resiste alle cariche della polizia. Quando un blindato tenta di sfondare il muro umano che, a differenza del Parlamento, sta sfiduciando Berlusconi ma viene ributtato indietro, parte un applauso corale. Questa non è goliardia, è rabbia di chi vede sfilarsi futuro e diritti e non ci sta.

Così brucia piazza del Popolo. La politica ha fallito, le istituzioni sono fuori, lontane, nemiche di queste ragazze e ragazzi così simili ai loro compagni di Atene o di Londra, che ieri hanno messo in campo la più grande manifestazione studentesca che il cronista, non più ragazzino, ricordi. Non hanno tutti contro, però. Con loro ci sono le tante Italie che resistono, e cominciano a incrociarsi. C'è la Fiom con il suo gruppo dirigente che chiede, insieme ai ragazzi, lo sciopero generale. Che se ci fosse stato avrebbe contribuito a farli sentire meno soli e meno lontani da tutte quelle rappresentanze che non rappresentano più, non svolgono più alcun ruolo di mediazione. Ci sono i terremotati dell'Aquila e il popolo avvelenato di Terzigno e Chiaiano, persino le «Brigate Monicelli», il popolo dell'acqua pubblica. Movimenti che dovranno intrecciarsi, meticciarsi, costruire insieme un percorso duraturo, perché domani è un altro giorno e bisognerà continuare il cammino insieme. Per questo è nato «Uniti contro la crisi» che ha promosso la manifestazione.La piazza ondeggia sotto le cariche della polizia. C'è chi resta fuori dagli scontri, come gli operai della Fiom, perché non sono nel suo dna e punta da piazzale Flaminio verso il Muro torto per raggiungere la Sapienza. Ma alla fine la polizia sfonda, riconquista piazza del Popolo, si riversa sul piazzale mentre il fumo acre dei lacrimogeni intossica e fa crescere ancor più la rabbia. Un candelotto va a finire dentro il lungo sottopassaggio della metropolitana trasformandolo in una camera a gas. Sopra, nel piazzale, vola di tutto contro un blindato della Finanza, isolato e impazzito, una scena che nella memoria dei meno giovani richiama una dannata piazza di Genova.

Alle 13,41 è cambiata non solo la piazza ma anche l'atteggiamento di chi avrebbe dovuto garantire l'ordine: fino al voto, fino a davanti al Senato, confronti anche duri, ma senza volontà di precipitazioni. Poi la «difesa dei Palazzi» è diventata aggressiva, quasi alla ricerca dello scontro. Che alla fine, immancabilmente, è arrivato con tanto di fuoco, ragazze e ragazzi in fuga inseguiti dai manganelli. I Palazzi hanno ignorato la protesta della piazza, hanno offeso la dignità di chi chiede quel che sarebbe giusto avere ma da oggi dovrà farci i conti. E sarà dovere di ogni organizzazione democratica costruire ponti con una generazione offesa ma determinata, e sostenere una battaglia per l'istruzione, la cultura, il lavoro, la giustizia sociale, che è una battaglia di civiltà e parla di diritti. Per costruire un'altra politica e differenti relazioni sociali, non mercificate, per pretendere giustizia sociale. Gli studenti sono in prima fila. Con loro ci sono altri movimenti, c'è un pezzo di Cgil. E gli altri dove sono?

martedì 30 novembre 2010

Gli studenti bloccano le città. In serata la riforma passa alla Camera


"Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città" è lo slogan urlato oggi in tutte le città universitarie d'Italia. Gli studenti hanno mantenuto la promessa e dalla mattina hanno invaso con cortei non autorizzati le strade, hanno bloccato il traffico e la viabilità, le stazioni ferroviarie, gli svincoli autostradali.
A Roma sono botte con la polizia che impedisce all'enorme corteo (50mila persone) di assediare Montecitorio come annunciato.

A Cosenza un nutrito corteo formato da universitari e studenti medi è arrivato fino al vicino svincolo dell'A3 bloccando il traffico per un quarto d'ora e creando non pochi disagi. Una bella manifestazione, favorita anche dal caldo primaverile, che non ha risparmiato critiche anche al rettore dell'università. E alla fine ritorno in Aula Magna, con tanto di assemblea. Restano infatti occupati sia Aula Magna che Rettorato.
In serata, dopo un'altra giornata di passione, si è conclusa la discussione alla Camera del Ddl Gelmini, votato da 307 sì e 252 no. Ora la legge torna al Senato.
Ma all'Unical, come nelle altre università, non c'è aria di smobilitazione. La linea al momento, è quella di mantenere le occupazioni.

Maggiori approfondimenti sul prossimo numero cartaceo di Fatti Al Cubo, in fase di preparazione, ed in uscita lunedì 6.

lunedì 29 novembre 2010

Riforma al voto, la vigilia calda degli studenti


Una giornata densa di passione quella trascorsa oggi in tanti atenei italiani. Le occupazioni si sono moltiplicate a Milano, Venezia, Pisa, Firenze, Perugia, Napoli Urbino, Ancona, Palermo, Cagliari. All'Aquila gli studenti hanno invaso la zona rossa del centro storico: come i loro colleghi hanno occupato i monumenti e i simboli della cultura italiana, gli studenti aquilani hanno voluto riappropriarsi del patrimonio culturale danneggiato dal terremoto. A Roma gli studenti hanno occupato tutte le facoltà della Sapienza e si preparano alla grande giornata di domani, con la mobilitazione in piazza davanti a Montecitorio, in concomitanza con il voto alla Camera della legge Gelmini. Ma la protesta ha travalicato i confini del Paese, con l'eclatante occupazione del tetto del Cern a Ginevra da parte dei ricercatori, il più grande laboratorio di fisica al mondo.
UNICAL - La giornata per gli studenti dell'Unical è cominciata presto. Due cortei spontanei sono partiti dai poli opposti del Ponte, Farmacia al Polifunzionale e Ingegneria, per incontrarsi alle pensiline degli autobus, dove è stato bloccato il traffico in entrata e in uscita dall'ateneo. Alle 15 partecipata assemblea nell'Aula Magna occupata ed infine occupazione del Rettorato. Un migliaio di studenti ha preso parte alla giornata di mobilitazione e passata la notte nel rettorato occupato scenderanno dinuovo in piazza domattina per un corteo rumoroso, che dalle colline di Arcavacata conta di raggiungere la città. Pochi i docenti presenti, ancora meno i ricercatori. Una protesta nata da loro li ha visti man mano sparire, per lasciare spazio all'esplosiva anche se tardiva mobilitazione studentesca. E mentre a Firenze il rettore invita i colleghi ad astenersi dalla didattica in segno di protesta, il rettore dell'Unical è già andato via quando arrivano gli studenti ad occupare il rettorato.
Domattina l'appuntamento è alle 9:30 davanti l'aula magna. Gli studenti promettono che si faranno sentire da Roma. (Die)